venerdì 18 dicembre 2015

Ciao - racconto breve

Ciao, disse lei in un sospiro.
Ciao, le risposi. Sentivo la mia voce tremare incerta.
È un po' che non parliamo, continuò lei senza avvertire il mio disagio.
Si, risposi ancora. I pensieri si accavallavano come marosi nella mia mente, fermandosi nella strozzatura della gola secca, che lasciava passare solo sciocchi monosillabi.
Con uno sforzo enorme riuscii a tira fuori un: come stai?

Bene rispose lei. Il tono non mi parve dei più convinti. Diciamo che tutto sommato non mi annoio, continuò, ma ad essere sincera stavo meglio lì con te.
Il cuore mi si strinse per la tristezza. Saperla infelice mi uccideva. Saperla lontana da me mi riempiva di dolore, ma in fondo quello che più contava per me era la sua felicità, avrei voluto tanto sdrammatizzare e rendere la situazione più leggera.
Forse avrei dovuto dirle che tutto sommato stavo bene. Forse avrei dovuto impedire che il mio cuore in pezzi la stava ancora cercando. Avrei dovuto farla sentire libera di andare. Ma non ci riuscii, perché purtroppo la felicità è meschina ed egoista. Nel tentativo goffo di farla sentire più importante non sacrificai me stesso per lei, ma le parlai di me, di quello che stavo provando. Così anziché darle gioia, le inflissi un altro inutile dolore.
Anche tu mi manchi sai? Le dissi.
Non faccio che pensare a te. Continuai nonostante il suo angoscioso silenzio.
Me la cavo in realtà, ma senza di te mi sento perso. Non ti ho qui sempre tra le braccia come vorrei. Non posso proteggerti ne renderti felice. È questa la parte peggiore sai? Saperti li sola e non poter far nulla.
Solo quando l'eco delle mie sciocche parole si perse nel suo silenzio, capii il danno che avevo fatto. Il silenio si prolungò per un tempo infinito. Pensai che se ne fosse andata. Pensai di averla persa per sempre.
Finalmente parlò, ma nel suo tono qualcosa era cambiato. Una feroce speranza si era insinuata nella sua voce.
Vieni con me esclamò. Non lasciarmi più sola. Io ti amo, lo sai, io ti voglio. Ti prego.
Fui io a tirarmi indietro, ancora una volta. Come un bambino stupido e colpevole, tentai di nascondere dietro la schiena le dita sporche di marmellata, senza accorgermi di avere la bocca sporca.
Non le dissi di no, ma il mio silenzio fu chiaro.
Almeno dammi un ultimo bacio amore mio, disse lei con grigia tristezza.
Un brivido mi corse lungo la schiena quando sentii le sue labbra fredde sfiorare le mie. Un gelo di morte si insinuò nel mio corpo.
Non potendo più resistere ritirai le mani e spezzai il cerchio.
Le persone nella piccola stanza piena di fumo di incenso e male illuminata da poche candele mi guardarono un po' sorprese. Qualcuna anche infastidita.
Davanti a me la medium sorrise triste. Stia tranquillo non è successo niente. Mi spiace, ma a volte gli spiriti non sentono i miei richiami.

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un racconto breve di Ago 

Immagine tratta da mirkochessari.com

8 commenti:

  1. Mi piace questo racconto Ago.
    Leggendo dall'inizio non capivo bene dove sarei finito, l'ho scoperto solo alla fine, sinceramente non avrei mai capito dove volevi andare a parare.
    Un'altra faccia dell'amore.

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    1. Ciao Endi,
      è un po' che non ci si sente, eh?
      Ti ringrazio per le tue parole.

      Come sai, l'amore ha moltissime facce...

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  2. Mi piacerebbe molto sapere come è morta la protagonista...

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    1. Probabilmente è stata una cosa improvvisa. Forse violenta.

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  3. Mi è piaciuto moltissimo! Complimenti! Ora vado a leggere anche gli altri racconti!
    Ho aperto anche io un blog di racconti a puntate se ti va passa a trovarmi!

    https://booksteasite.wordpress.com/

    Un salutone! :)

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    1. Ciao Sae,
      grazie di aver letto, apprezzato e soprattutto commentato il mio lavoro.
      Attendo i tuoi altri pareri.

      Sicuramente andrò a dare un'occhiata al tuo blog!

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